Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha annunciato ieri i termini della bozza di Accordo tra il Ministero dell’Economia e l’ABI (ssociazione Bancaria Italiana) relativo alla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile per la prima casa stipulati prima del 2007.
Il Presidente del Consiglio ha annunciato l’accordo che permetterà “per coloro che pagano le rate del mutuo a tasso variabile e hanno stipendi fermi al 2006, di tornare alle rate del 2006, con un prolungamento, ma con la possibilità di vedersi riconosciuta la rata pagata in più”.
La rinegoziazione permetterà quindi di ridurre l’importo delle rate attraverso un ricalcalo effettuato applicando all’importo originario del mutuo il tasso di interesse contrattuale medio del 2006, ovvero prima dei forti aumenti dei tassi di interesse.
La differenza fra l’importo della rata del mutuo secondo il piano di ammortamento originale e la rata risultante dalla rinegoziazione sarà addebitata su un conto corrente del cliente regolato a un tasso irs a dieci anni maggiorato di uno spread dello 0,50 per cento (dunque tasso fisso).
Nel caso in cui, dal momento della rinegoziazione alla scadenza del mutuo, i tassi siano saliti, la durata del mutuo verrà automaticamente estesa per il periodo di tempo necessario a rimborsare il finanziamento accessorio dato dalla differenza fra la rata del mutuo secondo il piano di ammortamento originario e la rata rinegoziata.
Nel caso in cui, invece, prima della scadenza del mutuo rinegoziato i tassi di interesse dovessero scendere e la nuova rata fissa risultasse superiore alla rata variabile prevista dal mutuo originario sarà possibile ritornare ad una inferiore rata variabile.
In breve per chi deciderà di accedere alla rinegoziazione dei mutui
- Il mutuo diventa a rata fissa
- L’importo della rata è quello pagato in media nel 2006
- La durata potrà subire variazioni in base all’andamento dei tassi di interesse




