Finanziamenti Imprenditoria Femminile
ago 23rd, 2011 by Finanziamenti
Molto spesso la difficoltà di conciliare la vita familiare e lavorativa porta come conseguenza l’espulsione della donna dal mercato del lavoro rendendo impellente la necessità di reintrodursi nel mercato attraverso l’autoimpiego ovvero mettendosi in proprio attraverso l’apertura di una propria piccola azienda.
La nascita di una nuova attività imprenditoriale o l’espansione di un’attività esistente può richiedere ingenti investimenti, pertanto è utile accedere a diverse forme di agevolazioni previste da apposite leggi: finanziamenti in conto capitale a fondo perduto e prestiti a tasso agevolato.
Si tratta di fondi stanziati da leggi nazionali ma anche da enti locali.
Legge 215/92
La Legge 215/92 “Azioni positive per l’imprenditoria femminile”, principale strumento nazionale di sostegno all’imprenditoria femminile, nasce con l’obbiettivo di favorire la creazione e lo sviluppo delle imprese femminili, promuovere la formazione imprenditoriale e qualificare la professionalità delle donne imprenditrici, agevolare l’accesso al credito per le imprese a conduzione o a prevalente partecipazione femminile, favorire la qualificazione imprenditoriale e la gestione delle imprese familiari da parte delle donne, promuovere la presenza delle imprese a conduzione o a prevalente partecipazione femminile nei vari comparti dei diversi settori produttivi.
Ancora oggi quando si parla di finanziamenti all’imprenditoria femminile si intende parlare della Legge 215/92, malgrado questa sia stata parzialmente abrogata dal Codice delle Pari Opportunità (D.Lgs 198/2006) nel quale sono stati trasferiti gli articoli che erano dedicati alle azioni dirette a favorire la creazione e lo sviluppo dell’imprenditoria femminile.
Restano comunqe ancora in vigore gli articoli art. 10 comma 6 (“Comitato per l’imprenditoria femminile”, art. 12 (“Iniziative delle Regioni”) e 13 (“Copertura finanziaria”).
Come previsto dalla legge sono sorti i Comitati per l’Imprenditoria Femminile - istituiti in seguito ad un protocollo d’intesa stipulato nel 1999 tra il Ministero per lo Sviluppo Economico e l’Unione delle Camere di Commercio Italiane (Unioncamere) - con il compito di accrescere in vario modo la diffusione della cultura delle imprese fra donne, promuovere indagini conoscitive sulla realtà imprenditoriale locale, favorire e incoraggiare l’imprenditoria femminile e le iniziative volte a facilitare l’accesso al credito, l’attivazione di collaborazioni sinergiche con gli enti pubblici e privati che sul territorio svolgono attività di promozione e sostegno all’imprenditoria femminile.
Imprese a prevalente partecipazione femminile
E’ necessario sottolineare cosa si intende per imprese femminili ricordando che i parametri stabiliti per la concessione di agevolazioni in base alla Legge 215/92 differiscono ad esempio da quelli stabiliti con il Nuovo Regolamento Comunitario di Esenzione Generale (Reg. C.E. 800/2008) che individua come imprese femminili quelle in cui una o più donne siano proprietarie di almeno il 51% del capitale dell’impresa interessata.
Secondo i parametri della Legge 215/92 sono considerate femminili:
- le società cooperative e le società di persone (società in nome collettivo, s.n.c. o società in accomandita semplice, s.a.s.) dove almeno il 60% delle socie sono donne;
- le società di capitali (società a responsabilità limitata, s.r.l., o le società per azioni, s.p.a.) dove almeno i 2/3 del capitale sia sottoscritto da donne e dove l’organo amministrativo sia composto per almeno 2/3 da donne;
- le imprese individuali, cui titolare sia una donna.
Da tener conto che la definizione della Commissione Europea non ha maggior valore della legge nazionale, ma semplicemente, sarà necessario verificare all’interno del bando stesso a quale definizione si fa riferimento, ovvero in base a quale legge agevolativa viene concesso il finanziamento o il contributo.
Strumenti di agevolazione per le imprese femminili previsti dalla Legge 215/92
Le agevolazioni sono a disposizione per le imprese a partecipazione prevalentemente femminile
di piccola dimensione già costituite ed iscritte al registro Imprese.
Le imprese individuali non ancora iscritte devono almeno essere in possesso della Partiva IVA ed aver fatto richiesta di iscrizione alla Camera di Commercio; l’iscrizione deve, comunque, avvenire entro la data di chiusura dei termini di presentazione delle domande di agevolazione.
Sono ammissibili tutti i settori di attività.
Iniziative ammissibili:
- avvio di nuove attività
- acquisizione di attività preesistenti
- progetti aziendali innovativi
- acquisizione di servizi reali
Agevolazioni:
- Contributi in conto capitale a fondo perduto fino al 50% delle spese ammesse
Spese ammissibili:
- impianti
- macchinari e attrezzature
- acquisto brevetti
- acquisto software
- opere murarie e relativi oneri di progettazione nel limite del 25%
Le risorse con le quali vengono perseguiti questi obiettivi sono quelle stanziate nell’apposito Fondo Nazionale per l’Imprenditoria Femminile.
Altri leggi agevolative per l’imprenditoria femminile
Nonostante la legge 215/92 sia indubbiamente la legge maggiormente conosciuta ed utilizzata per il finanziamento delle imprese femminili, questa non è utilizzabile nei processi di creazione d’impresa da parte di donne che non dispongono dei mezzi fi nanziari necessari.
Come già abbiamo detto infatti la Legge è stata abrogata nella parte relativa alle azioni positive a favore dell’imprenditorialità femminile restando in vigore i soli art. 10 comma 6, dell’art. 12 e dell’art. 13.
Questi strumenti non sono specificatamente destinati alle donne, ma sono spesso usati a sostegno delle imprese femminili in quanto costituiscono un’importante aiuto.
Il Dlgs 185/00 raccoglie le misure volte a supportare la creazione d’impresa da parte di giovani e da parte di inoccupati è suddiviso in due Titoli.
Il Titolo I dedicato ai giovani (Autoimprenditorialità) e il Titolo II dedicato agli inoccupati (Autoimpiego).
Attraverso il D.Lgs. 185/2000 Tit. I (Autoimprenditorialità) viene promossa la creazione di nuove imprese o l’ampliamento di quelle già esistenti a condizione che la loro maggioranza, numerica e di capitali, sia detenuta da giovani di età compresa tra 18 e 35 anni e residenti nei territori agevolati.
Attraverso il D. Lgs. 185/2000 Titolo II (Autoimpiego) si sostiene la realizzazione e l’avvio di piccole attività imprenditoriali (anche in forma associativa) da parte di disoccupati o persone in cerca di prima occupazione agevolando gli investimenti nel Lavoro autonomo, Mircoimpresa e Franchising.
Naturalmente possono utilizzare la norma agevolativa per ottenere finanziamenti (contributi a fondo perduto e mutui agevolati) le giovani donne donne disoccupate o in cerca di prima occupazione che intendano avviare piccole realtà imprenditoriali.
Leggi agevolative locali: Programmi regionali e locali per l’imprenditoria femminile
Acconto agli strumenti finanziari agevolati troviamo diversi programmi regionali e provinciali per l’imprenditoria femminile e non, ai quali possono rivolgersi le imprese femminili in cerca di contributi e finanziamenti.
Innanzitutto, per quanto gli strumenti finanziari regionali, parliamo della programmazione di utilizzo dei Fondi Strutturali e in particolare delle risorse comunitarie 2007/2013.
Il perseguimento degli obiettivi dei Fondi strutturali avviene attraverso 3 strumenti fi nanziari:
- Il Fondo di Coesione (FC) fi nalizzato al sostegno delle regioni in ritardo di sviluppo;
- Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) destinato a supportare programmi di sviluppo;
- Il Fondo Sociale Europeo (FSE) destinato allo Sviluppo delle Risorse Umane;
I fondi strutturali vengono utilizzati attraverso una programmazione pluriennale.
Ciascuno Stato ha tradotto gli orientamenti comunitari in un “Quadro Strategico Nazionale” (QSN) sulla base del quale sono stati predisposti i Piani Operativi Regionali (POR).
A livello italiano i Programmi operativi sono 66. I programmi operativi sono cofi nanziati da un unico fondo strutturale. 42 di questi sono cofi nanziati dal FESR e 24 dal FSE.
Per ogni Regione c’è un POR FSE ed un POR FESR.
Fra gli strumenti regionali dobbiamo ricordare gli Strumenti di Gararanzia Regionale, ovvero strumenti il cui scopo è quello di facilitare l’ottenimento di finanziamenti bancari.
A livello provinciale i soggetti a cui rivolgersi per conoscere eventuali forme di finanziamento attive per le imprese, sono le Camere di Commercio, attraverso gli sportelli credito delle CCIAA, il servizio Sviluppo Economico delle Province e le associazioni di categoria.
Puoi trovare una lista di articoli relativi ai finanziamenti all’imprenditoria femminile.
Finanziamenti agevolati per l’imprenditoria femminile dal Comune di Alessandria
Siena: Finanziamenti agevolati per imprenditoria giovanile e femminile
Finanziamenti agevolati per la nascita di nuove imprese dalla Regione Lombardia
Contributi in conto interessi per il sostegno agli investimenti delle aziende della Brianza
Imprenditoria giovanile e femminile: la Regione Toscana estende la platea dei soggetti beneficiari
La presente per richiedere l’elenco della documentazione necessaria per poter richiedere un finanziamento in vista dell’acquisizione da parte mia e di mia sorella (26 e 29 anni)dell’attività fino ad oggi portata avanti dalla stessa e mio padre. Si tratta di un’agenzia di assicurazioni, ed abbiamo intenzione di fare una snc come forma societaria. In totale nr. 2 soci, noi due figlie + mio padre. Abbiamo bisogno di un finanziamento in quanto abbiamo subito in passato episodi non semplici di infedeltà da parte di collaboratori di agenzia, per cui ripartire significa affrontare ingenti sacrifici, soprattutto nel periodo di crisi che stiamo attraversando.
Restando in attesa di un cortese e, se possibile, celere riscontro
con l’occasione porgo cordiali saluti
Beatrice Mancini
vorrei sapere se potrei avere diritto anch’io al finanziamento essendo una donna imprenditrice
di anni 48.
Grazie