L’Unione Europea ha emesso un comunicato nel quale informa della non approvazione di alcuni aiuti di Stato concessi dall’Italia.
In particolare la Commissione Europea ha bocciato ha bocciato alcuni aiuti concessi dall’Italia ad aziende operanti nei settori dell’acciaio, chimica e cemento.
Le agevolazioni, consistenti in forniture di energia al prezzo di costo, erano state introdotte come misura risarcitoria concessa ai proprietari di una centrale idroelettrica espropriata e nazionalizzata.
Le agevolazioni erano state concesse inizialmente per il periodo dal 1962 al 1992 , successivamente prorogate fino al 2007. Nel 2005 lo Stato Italiano ha esteso le agevolazioni al periodo 2005-2010 senza però ottenere l’avallo da parte dell’Unione Europea che a seguito di una inchiesta svolta ha stabilito che l’agevolazione non ha più carattere risarcitorio per l’esproprio ma assume la caratteristica di aiuto di stato, concedendo alle imprese che ne beneficiano un vantaggio competitivo derivante da una leadership di costo per forniture di energia a tariffe.
Si attendono ora maggiori istruzioni in merito alle procedure da seguire per il recupero delle stesse agevolazioni (pari a circa 80 milioni di ero) e dei relativi interessi in capo alle medesime società beneficiarie.