Mettersi in proprio: può essere questa una delle soluzioni al precariato che rende i giovani d’oggi insicuri e con la sensazione di non avere un futuro, oppure può essere la scelta di investire sulle proprie capacità e attitudini preferendo “lavorare in proprio” anziché come dipendenti.
Quale che sia il motivo che spinge ad aprire una propria attività è necessario valutare bene alcune cose prima di iniziare:
- idea imprenditoriale,
- propensione al rischio,
- forma giuridica dell’azienda,
- norme e adempimenti fiscali,
- imposte e tasse che graveranno sull’azienda
- investimenti necessari per creare e ampliare l’azienda
- possibilità di ottenere finanziamenti agevolati, contributi e incentivi
Per prima cosa è necessario esaminare con lucidità le possibilità che la nostra idea imprenditoriale si possa trasformare in un business di successo, per questo nel programmare una attività è necessario tenere conto delle proprie attitudini, ma è necessario anche valutare la realtà locale nella quale l’impresa si instaurerà, i bisogni o i desideri che potremo soddisfare con la nostra attività, perchè una azienda prospera quando fornisce qualcosa di utile o di desiderabile.
Dall’idea ai fatti: stabilito il tipo di attività della nostra azienda dobbiamo necessariamente prendere alcune decisioni sulla sua struttura e forma giuridica ed avviare una serie di adempimenti amministrativi e fiscali.
Forma giuridica: prima di tutto è necessario decidere se lavoreremo in proprio (azienda individuale) o se ci associeremo con altre persone costituendo una società.
La scelta deve essere fatto tenendo conto dei costi di gestione che il tipo di azienda comporta, maggiori o minori adempimenti amministrativi e fiscali da effettuare durante la vita aziendale, del tipo di responsabilità patrimoniale, ovvero se assumere personalmente e completamente il rischio d’impresa o limitare la responsabilità ad una parte del patrimonio, alla convenienza fiscale in base ad un diverso tipo di tassazione dei redditi e all’entità dei finanziamenti che si presume il tipo di azienda dovrà effettuare.
E’ possibile riassumere vantaggi e svantaggi dei due tipi di forme giuridiche nelle quali sono costituite le piccole imprese:
Ditta idividuale:
Vantaggi: non sono necessarie particolari procedure amministrative per costituire una ditta individuale, ma basta aprire la partita IVA e iscriversi alla Camera di Commercio, bassi costi di gestione, bilancio non soggetto a particolari forme di pubblicazione
Svantaggi: l’imprenditore garantisce con tutto il suo patrimonio personale
Società di persone:
Vantaggi: bilancio non soggetto a pubblicazione, in alcuni casi le perdite fiscali possono essere dedotte dal reddito dei soci
Svantaggi: responsabilità illimitata dei soci (tranne i soci accomandanti delle SAS), il reddito è tassato in capo ai soci anche se non percepito
Regime Contabile: anche per la scelta del regime contabile da adottare è necessario tenere in considerazione più di un fattore, ovvero la forma giuridica che si è deciso di adottare, il volume di affari che si prevede di avere, gli adempimenti necessari (tenuta di libri contabili, calcolo delle imposte ecc..) che i regimi contabili impongono.
I regimi contabili attualmente in vigore sono:
Regime Ordinario (contabilità ordinaria), Regime semplificato (contabilità semplificata), regime forfettario, regime super-semplificato, segime sostitutivo per le attività marginali e regime sostitutivo per le nuove iniziative produttive istituito con la Legge Finanziaria per il 2001 e rivolto alle ditte individuali e imprese familiari che avviano una nuova attività imprenditoriale. Prevede una tassazione ridotta che si realizza attraverso il versamento di una imposta sostitutiva dell’Irpef pari al 10% del reddito prodotto.
| REGIME CONTABILE ORDINARIO | ||
| SOGGETTI | REQUISITI | OBBLIGHI |
| Ditte Individuali e Società di Persone e di Capitali | Obbligatorio per ricavi superiori a: – 309.874,14 per attività di prestazione servizi; – 526.456,90 per altre attività. |
- libro giornale e inventari – registri Iva (fatture emesse, corrispettivi e acquisti) – scritture ausiliarie di magazzino (se ricavi superiori a 5,1645568 milioni di Euro e rimanenze superiori 1,032913 milioni di euro) – registro beni ammortizzabili |
| REGIME SEMPLIFICATO | ||
| SOGGETTI | REQUISITI | OBBLIGHI |
| Imprese individuali e Società di Persone | Per ricavi non superiori a: – 309.874,14 Euro per attività di prestazione servizi; – 516.456,90 Euro per altre attività |
- registri Iva (fatture emesse corrispettivi e acquisti) o prospetto semplificato di cui al D.M. 11/02/1997 |
| REGIME SUPER SEMPLIFICATO | ||
| SOGGETTI | REQUISITI | OBBLIGHI |
| Imprese individuali | - volume di affari non superiori a 15.493,71 Euro per attività di prestazione servizi; 28.882,85 Euro per altre attività; – Acquisti non superiori a euro 18.075,99 Euro (al netto Iva) in caso di attività di cessione di beni, Euro 10.329,14 negli altri casi; – Compensi ai dipendenti non superiori al 70% dei ricavi; – Costo beni strumentali non superiori a 25.822,85 Euro. |
- registri Iva (fatture emesse corrispettivi e acquisti) o prospetto semplificato di cui al D.M. 11/02/1997 |
| REGIME SOSTITUTIVO PER LE ATTIVITA’ MARGINALI | ||
| SOGGETTI | REQUISITI | OBBLIGHI |
| ditte individuali | - attività soggetta agli studi di settore, – ricavi e compensi mai superiori a 25.882,85 |
- nessun registro – obbligo di fatturare i corrispettivi – obbligo di conservare i documenti emessi e ricevuti |
| REGIME FORFETTARIO | ||
| SOGGETTI | REQUISITI | OBBLIGHI |
| ditte individuali | - volume di affari non superiore a 10.329,14 Euro. – compensi ai dipendenti non superiori al 70% dl volume di affari – costo beni strumentali non superiore a 10.329,14 Euro. |
- registro fatture emesse (o prospetto di cui al D.M. 12/02/1997) – emissione e conservazione delle fatture e delle ricevute |
| REGIME SOSTITUTIVO PER LE NUOVE ATTIVITA’ PRODUTTIVE | ||
| SOGGETTI | REQUISITI | OBBLIGHI |
| Ditte individuali professionisti e imprese familiari |
- nuova attività – mancato esercizio negli ultimi tre anni della medesima attività di impresa o professionale – volume di affari non superiore a 30.987,41 Euro per attività di prestazione di servizi o a 61.974,83 per altre attività |
- nessun registro – obbligo di fatturare i corrispettivi – obbligo di conservare i documenti emessi e ricevuti |
Investimenti necessari e possibilità di ottenere finanziamenti: Chi vuole avviare una attività in proprio deve valutare l’ammontare degli investimenti che il progetto imprenditoriale comporterà e di conseguenza la propria capacità di autofinanziarsi o la possibilità di ricorrere a finanziamenti tramite il sistema bancario.
Oltre alle normali vie per ottenere credito è possibile ricorrere a agevolazioni, incentivi, contributi in conto capitale e finanziamenti agevolati, messi a disposizione tramite leggi nazionali ed enti locali:
- Lavoro autonomo: finanziamenti per l’autoimpiego
- Contributi e Finanziamenti agevolati per la microimpresa
- Contributi e Finanziamenti agevolati a favcore dell’imprenditoria giovanile
- Contributi e finanziamenti agevolati come incentivo per l’imprenditoria femminile
- Misure in favore dell’autoimpiego nel franchising
E’ inoltre possibile ottenere agevolazioni, sia attraverso la fornitura di servizi gratuiti che attraverso l’erogazione di contributi, non soltanto al momento della costituzione di una impresa, ma anche durante la vita dell’azienda, contributi e servizi erogati dallo Stato o da Enti Locali come sostegno dell’economia di particolari zone del Paese, per il sostegno all’occupazione o per sostenere particolari settori di produzione che possono affrontare particolari momenti di crisi economica:
- Finanziamenti a tasso agevolato garantiti
- Incentivi per programmi di promozione all’estero
- Incentivi finalizzati alla tutela dell’ambiente
- Incentivi per la ricerca e la innovazione tecnologica
- Contributi per la partecipazione a fiere
- Contributi finalizzati a promuovere l’artigianato artistico
- Incentivi per le assunzioni
- Contributi finalizzati al contenimento dei consumi energetici e all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia
In effetti mettersi in proprio implica molte decisioni da prendere ed è possibile sentirsi disorientati.
Questa piccola guida non ha certo la pretesa di approfondire tutti gli argomenti, vuole soltanto far presente le questioni principali che devono essere esaminati al momento in cui si decide di mettersi in proprio.
Le molte questioni da analizzare e le molteplici decisioni da prendere non devono comunque spaventare: sono presenti sul territorio molte strutture che accompagnano i nuovi imprenditori nel loro nuovo progetto, analizzando insieme a loro le opportunità del territorio.
Per qualsiasi dubbio ci si può rivolgere presso le locali Camere di Commercio che quasi sempre hanno un ufficio dedicato allo start-up di impresa, agli uffici di SviluppoItalia, le sedi del CNA o i Centri per l’Impiego e sportelli dedicati all’imprenditoria giovanile e femminile.